E’ proprio vero, al peggio non c’è mai fine.
Odiavo già Luciano Moggi quanto basta, come possono odiarlo – tifosi della Juventus compresi - tutti coloro i quali seguono il calcio con spontanea e genuina passione popolare, per quello che ha combinato in questi anni. In più, mettiamoci, per quanto mi riguarda, che sono tifoso del Lecce e grande estimatore di Zeman – bersagli preferiti delle manovre mafiose del boss – e quindi eravamo già ad un livello superiore...
Ma oggi siamo arrivati proprio al massimo. Ho scoperto infatti che il MIO quadro, quello che amo di più e più mi è caro all’universo mondo e nell’intera storia dell’arte universale, non sta, come beatamente pensavo, in qualche museo, o conservato a cura degli eredi dell’autore, bensì – NON CI POSSO CREDERE! – appeso alle pareti della casa di Luciano Moggi!
Nooooo...
Sì’, purtroppo sì! E come se non bastasse, lui se l’è pure fregato e ora lo detiene a piacimento.
Il quadro si chiama “Le muse inquietanti”, è di una rara e prorompente bellezza espressiva. Lo dipinse nel 1917 Giorgio De Chirico e ci mise dentro tutta le inquietudini e tutte le suggestioni del Novecento, che hanno guidato e plasmato la nostra identità di contemporanei. Chiamarlo capolavoro è dire poco. E’ un unicum, un’espressione grandiosa della metafisica, una tappa miliare dell’umana creatività, questo, esattamente questo.
L’avevo anche riprodotto sulla copertina dei “Ritratti del Novecento”, il mio saggio che potete trovare su questo sito, in lettura libera e gratuita.
Beh, come dicevo, invece che a disposizione di tutti in qualche importante museo, adesso ho scoperto con mio grande sconforto che se l’è fregato Luciano Moggi e che se lo tiene a casa sua.
Il verbo “fregare” è impreciso, a dire il vero: il verbo esatto è “estorcere”.
I fatti sono andati così come li ha racconti Luciano Gaucci, ex presidente della squadra di calcio del Perugia e come li ha riportati il settimanale “L’Espresso.
Sentiamo il piccato racconto e poi piangiamo insieme, furenti di sdegno.
“...Sono una vittima della cupola. Quanto mi è costato Moggi, tra orologi e quadri di gran valore! A Moggi ho dovuto regalare tre tele di De Chirico. La più importante era ‘Le muse inquietanti’, poi due paesaggi. Questi ultimi li ho pagati duecento milioni di lire ciascuno, ma il primo è un capolavoro: nel 1990 mi è costato settecento milioni di lire, ora vale sui tre milioni di euro. Era appeso nel mio salone quando l’ha visto Moggi, con cui stavo parlando di affari. Se ne è innamorato e me lo ha chiesto. Io ho risposto di no, ma lui è tornato poche ore dopo e mi ha detto: ‘Mi devi dare quel quadro!’. Sono stato costretto a eseguire. Lui sapeva bene che, quando forzava la mano, poteva fare quello che voleva. Io la definirei una tangente”.
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