Le ricostruzioni che piano piano vengono fuori disegnano scenari da basso Impero, da disfacimento, da degrado.
Colpisce in primo luogo l’evidenza di una prassi consolidata da tempo. Cortigiani addetti al reclutamento e allo smistamento; buste, regali, gioielli veri e di bigiotteria; balli lenti, sotto gli sguardi di tutte le presenti e degli addetti alla sicurezza ( buoni, quelli, te li raccomando: sono uscite foto e registrazioni ), straniere con accento tipico dei Paesi dell’ Est fatte vestire da Babbo Natale, nomi nuovi di aspiranti veline, aspiranti onorevoli, modelle, accompagnatrici e quant’altro, in un elenco che si gonfia a dismisura.
A proposito, non entriamo nei dibattiti a margine che troviamo di cattivo gusto; ci concentriamo invece sugli aspetti propriamente politici cui “puttanopoli” energicamente rimanda.
Sono fatti e vanno evidenziati con grande energia che l’inchiesta della magistratura barese era diretta in prima battuta e ha colpito e anzi ancora più presumibilmente lo farà la sinistra, il centro – sinistra, insomma: “ i comunisti”, per usare il lessico presidenziale. Chi avrebbe potuto immaginare che il principale accusato in qualità di presunto corruttore fosse amico e sodale del presidente del Consiglio?
E da questo fatto, che non è poco e la dice lunga su certe impostazioni mentali, scaturiscono altre considerazioni, amarissime.
In primo luogo, è evidente che il sistema della sanità in Puglia è fonte di corruzione continua, qualunque sia la giunta e a opera di intrallazzatori a vario livello, che fanno del mostrarsi bipartisan nei loro favori, nell’essere “fratelli”, nel leggere allo stesso modo quotidiani come “Libero” o come “Il riformista”, che cioè sostengono Berlusconi, o D’Alema, il proprio modo di essere e di operare. Poi, non si possono usare due pesi e due misure: non ci si può scandalizzare se il portavoce di Prodi si ferma a parlare con una trans, come han fatto in molti due anni fa, e minimizzare poi l’intera vicenda di adesso.
Poi, non si può far presentare una legge in Parlamento che considera la prostituzione un reato, e poi andare continuamente, senza soluzione di continuità, con le prostitute: non si può.
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