In questi ultimi giorni non ho avuto tempo per il mio blog. Me ne scuso.
Mi scuso poi per questa mezza verità, che è ancora peggio di una bugia. “Non ho tempo..” è una frase proprio stupida e ipocrita, più ipocrita che stupida. Il tempo sta lì, è a nostra disposizione, siamo noi che ne disponiamo a nostro piacimento e dire che non abbiamo fatto una cosa perché non ne abbiamo avuto il tempo è una ipocrisia bella e buona: in realtà, non abbiamo voluto fare quella determinata cosa, perché abbiamo preferito farne altre, anche niente, piuttosto che quella.
BISOGNA STABILIRE PRIORITA’ è invece una mia frase preferita. Se si stabiliscono priorità, si faranno le cose ritenute più importanti e se non se ne fa una è perché non la si ritiene evidentemente abbastanza importante. Invece il mio blog è importante: per questo mi scuso davvero, faccio ammenda e prometto di essere assiduo e preciso, oltre che, spero, sempre interessante, per il futuro.
Per i mancati giorni faccio adesso qui di seguito una sanatoria, necessariamente in sintesi estrema.
Qualche parola per i miei ultimi pensieri, allora.
Non ho capito come mai nessuno ha avuto niente da ridire sulla puntata di “Report”, il bel programma di Rai 3, l’ultimo esempio rimasto di giornalismo d’inchiesta purtroppo ormai scomparso dai nostri panorami, andata in onda l’altra domenica sera. Ha praticamente dimostrato cose di cui già si diceva e si vociferava, prima in pochissimi, cinque anni fa, poi in numero sempre crescente, ma che ora sono state messe sotto agli occhi di tutti. Insomma: le Torri Gemelle le hanno fatte cadere con una carica di esplosivo, come si fa con le demolizioni controllate degli edifici che si vogliono abbattere e nessun jet si è mai scagliato contro il Pentagono. Scusate se è poco, scusate se è poco… Ne consegue che quanto meno gli Americani sapevano che qualcuno stava per compiere un attentato l’ undici settembre del 2001…Quanto meno. Se addirittura non l’hanno organizzato essi stessi. E quando dico gli Americani intendo dire l’amministrazione Bush, i suoi governanti e l’apparato di neo-conservatori, ma soprattutto le grandi industrie, soprattutto di armamenti e di energia che li sostengono. Perché? Perché così hanno avuto il pretesto per fare ben due guerre, coi risultati che oggi in Afghanistan e in Iraq sono sotto gli occhi di tutti: centinaia di migliaia di morti, soprattutto fra la popolazione civile, due Paesi distrutti e resi ingovernabili, enormi profitti economici soltanto per le grandi industrie di armamenti e di energie. Se i nostri mass media fossero davvero liberi e intelligenti, non servi sciocchi del potere politico ed economico, avrebbero almeno dovuto cominciare a Farsi qualche domanda, per quanto scomoda, di fronte alla vera e propria dimostrazione mandata in onda da “Report”. Invece niente.
Invece, per esempio, il TG4 di Emilio Fede, dopo aver riempito le cronache estive con le sconvolgenti notizie sull’afa di agosto, ora parla del fatto che piove al Nord ed è arrivato l’autunno, mentre, cazzo, non ci posso credere, al Sud fa ancora caldo…
E’ piovuto molto a Torino, infatti, nei giorni scorsi.
E’ piovuto su un altro delitto, che lo scorso fine - settimana ha arricchito- e non ce n’era bisogno- la cronaca dei delitti incredibili e assurdi che accadono soltanto in questa città così incredibili e assurdi. Di incredibile e assurdo in questa triste storia c’è la figura della povera ragazza assassinata. Ci vorrebbe la penna di Gustavo Flaubert per raccontare l’educazione sentimentale di Deborah in un quadro di verismo desolato e desolante, poi la disperata e disperante realtà dei suoi vent’anni recisi di brutto.
Un’altra ragazza, Sorien, di quindici anni, è assurta agli onori delle cronache, sempre da Torino, da Settimo Torinese, per la precisione, un grosso centro di periferia, in direzione di Milano. La hanno picchiata le sue amiche, perché “rubava” loro i fidanzatini, attratti dalla sua bellezza e dalle sue ehm, come dire? attrattive… Fin qui niente di rilevante, beghe di ragazzini, se non fosse intervenuto il nostro giornalismo, sempre così attento, come abbiamo visto, a cogliere le notizie importanti per la nostra formazione e la nostra cultura, che si sono buttati a capo fitto sulla storia e l’hanno trasformata in una divetta, con tanto di foto su quotidiani e periodici, alla faccia della carta di Treviso e di tutti i codici deontologici… La morale della favola, dalla bocca della stessa Sorien, nelle tante interviste concesse: si vanta di essere bella e ora spera di fare qualche programma in televisione…E ti pareva?!? Ecco l’aspirazione massima delle nostre ragazze: diventare una stella, anzi una Stellina, della tivù!
E’piovuto a Torino, ma poco, anche questo ultimo fine settimana. E’piovuto sulla rivolta delle periferie, degli immigrati di colore, proprio sulla strada lunga e diritta, convulsa e dissestata, che porta a Settimo, che porta poi a Milano. Il fuoco della rivolta, dell’impossibile integrazione, della possibile disperazione, come a Parigi, un anno fa. Un fuoco presto spento. Ma quanto fuoco cova ancora sotto le ceneri.