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DUE O TRE COSE CHE SO SULLE DROGHE...
Di giuseppe (del 14/02/2010 @ 09:52:25, in blog, linkato 194 volte)

In un’altra vita, ho fatto per sette anni l’addetto – stampa dell’assessorato alla sanità della Regione Piemonte, e quindi dal mio osservatorio privilegiato qualche cosa ho potuto vedere e ho potuto capire, anche a proposito di sostanze stupefacenti.

In particolare, ho imparato alcuni concetti forti e chiari, che mi sono tornati in mente in questi giorni, a proposito dell’attenzione mediatica concentrata sulle dichiarazioni del musicista italiano Morgan.

Quello che so io, poco, ma semplice, è, in primo luogo, che quando si parla di droghe vecchie e nuove, bisogna contare fino a …dieci, qualunque sia il messaggio che si vuol estrinsecare, anche se con intenti positivi. V

edete, per esempio: alcuni anni fa Alleanza nazionale lanciò una campagna contro gli spinelli e lo fece con uno slogan - boomerang, tale che se i produttori di hashish e marijuana si fossero messi a posta a pubblicizzare la diffusione dei loro prodotti non avrebbero potuto fare di meglio. Ciò vale anche e soprattutto quando a parlare sono personaggi pubblici, a maggior ragione coloro i quali, per una ragione, o per l’altra, a torto, o a ragione, sono punti di riferimento, modelli di comportamento, miti per le giovani generazioni: in tal senso le dichiarazioni di Morgan, di una gravità inaudita, hanno avuto un effetto devastante.

Va da sé che le droghe non sono curative, ma distruttive: che non risolvono nessun problema, anzi lo acuiscono.

Poi in nessun caso possono essere taciuti gli effetti perniciosi che esse, cocaina in primis, hanno sempre e comunque sulla salute fisica e psichica di chi le assume, anche saltuariamente.

So poi che l’intera questione non può essere rivestita, o coperta, o strumentalizzata, dagli interessi partitici: non può essere materia di scontro fra centro – destra o centro – sinistra, insomma, anche perché non esistono soluzioni univoche, non c’è una soluzione, quando il problema si presenta, a volte in tutta la sua drammaticità, ma possono esistere soltanto rimedi parziali, mirati, valutati caso per caso e che comunque una liberazione soggettiva è una vera e propria impresa, lenta e difficile. Infine, so che l’unica arma efficace è la prevenzione: si tratta di dare a ognuno di noi, affinché non cada nel baratro delle droghe, da cui da cui poi rimane molto problematico venir fuori, occasioni, motivazioni, interessi, passioni, ideali. Esattamente quello che la nostra società contemporanea e l’immaginario collettivo che la sottende non hanno saputo fare negli ultimi decenni.

Questo so io. E voi?