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 ISPIRATO/ Giuseppe Puppo sulla scena del teatro Alfieri di Asti... di giuseppe
 
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"...Contro tutto questo voi non dovete far altro che continuare semplicemente a essere voi stessi: il che significa essere continuamente irriconoscibili e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare...”.

Pier Paolo Pasolini
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di giuseppe (del 24/07/2006 @ 11:13:18, in blog, linkato 811 volte)

Ieri si è recato a Beirut Jan Egeland, coordinatore delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari. E' rimasto sconvolto dopo aver visitato i quartieri sciiti a sud di Beirut.

"E' una cosa terribile" - ha commentato- "Gli attacchi aerei su questi palazzi, le vittime civili su queste aree sono una violazione umanitaria".

Un crimine contro l'umanità di cui continua a macchiarsi Israele.

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Di giuseppe (del 20/07/2006 @ 17:46:22, in blog, linkato 811 volte)

Adesso li aspetto alla prossima manifestazione pacifista, quando, alla prossima crisi, sfileranno i diessini, i margheritini, gli ulivini, a chiedere di fermare la guerra.

Come fecero per l’ Iraq, dimenticandosi che prima ancora a bombardare Belgrado gli aerei italiani al fianco di quelli americani li aveva mandati il loro presidente del consiglio Massimo D’Alema.

La solita sinistra, insomma.

Oggi Massimo D’Alema fa il ministro degli esteri e ieri alla Camera dei deputati soltanto in 4, dico in 4, hanno votato contro il suo ordine del giorno, o decreto, o che cazzo era, che rifinanziava l’occupazione delle truppe italiane, al servizio di quelle americane, in Afghanistan.

Ecco il governo di centro-sinistra, uguale a quello di centro-destra( chè anche Berlusconi aveva deciso che ce ne saremmo andati dall’Iraq, come avverrà fra poco).

Fra Afghanistan e Iraq non c’è differenza. Col pretesto della lotta al terrorismo, IN REALTA' PER ESPORTARE IL LORO PREDOMINIO E PER USARE LE ARMI DELLE LORO INDUSTRIE, gli Americani hanno fatto migliaia di morti e decine di migliaia di feriti fra la popolazione civile, hanno aggredito e distrutto Stati sovrani, hanno aperto conflitti civili sociali inenarrabili e hanno provocato un’instabilità senza rimedio.

Come stanno facendo gli Isreliani in Libano.

Sempre col pretesto della lotta al terrorismo.

Come ha detto qualcuno, state anche voi qualche anno senza casa, senza terra, senza vestiti, senza cibo e senza prospettive e poi vedete se non diventate anche voi terroristi.

Non ci sono guerre giuste. Ci vorranno decenni, forse secoli, perché l’umanità conquisti la cultura della pace, che la parola guerra diventi tabù, come lo schiavismo. Ma abbiamo cominciato, sia pur lentamente, sia pur faticosamente. Brinderemo presto però insieme a Gino Strada quando tanti governi cadranno perché appoggiano una guerra.

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Di giuseppe (del 19/07/2006 @ 17:00:51, in blog, linkato 701 volte)

Oltre a quello commentato e rilanciato nell’ultimo blog, per quanto di genere ben diverso, ho conservato un altro “appello”, un altro documento diffuso nei giorni scorsi, anche se soltanto nell’area torinese, ma sorprendentemente ripreso dal quotidiano “Tuttosport”, che l’ha pubblicato domenica scorsa. Sorprendentemente, perché sarebbe stato meglio stenderci sopra non il velo, ma la coperta del silenzio, e invece...

Parla di calcio, delle sentenze del processo del recente scandalo in particolare e racconta le frustrazioni di un gruppo di tifosi juventini, “quasi tutti torinesi”, che protestano contro le pene inflitte alla squadra del loro cuore. E amen!

Fin qui non ci sarebbe niente di strano e niente da dire.

Le sorprese cominciano invece alla fine, quando, dopo l’ultima considerazione, che suona quasi come una minaccia, per cui si puntualizza - ahimè! - che “questo non vuole che essere l’inizio di un discorso più ampio e più approfondito, che ci vede serenamente a disposizione” , sfilano i nomi dei firmatari, definiti da “Tuttosport” “un gruppo di autorevoli personalità della cultura e della scienza”.

E vai!

Una delle cose belle del calcio è che di calcio possono parlare tutti e tutti con più o meno uguale considerazione e rilevanza.

Un’analisi di una partita fatta dagli avventori di uno dei più malfamati bar di Caracas vale grosso modo quanto quella fatta dei più autorevoli giornalisti e dei migliori tecnici del settore, con buona pace di chicchessia. Quindi di calcio possono parlare anche le autorevoli personalità della cultura e della scienza, ci mancherebbe altro!

Il problema è che questi hanno perso un’altra ottima occasione per stare zitti. Perché poi pure nel parlare a vanvera est modus in rebus e alla fine a qualche criterio di validità oggettiva ci si può e ci si deve sempre ancorare.

Ora, nella “protesta” in questione, si evince soltanto una tesi: le accuse alla Juventus sarebbero frutto di coloro i quali non volevano giustizia, ma semplicemente punire una squadra che ha vinto troppo.

In particolare, si sostiene che: “indipendentemente dalle cose dette o fatte da alcuni personaggi, che hanno finito per falsare una situazione di palese superiorità, la nostra squadra ha vinto gli ultimi due campionati semplicemente perché era la più forte”.

Un delirio, insomma. Ma come "indipendentemente"?!? “Le cose dette o fatte da alcuni personaggi”, tanto per ricordarlo, sia pur in estrema sintesi, sono la rete di rapporti mafiosi, clientele, corruzione, asservimento e sfruttamento che Moggi e Giraudo, in nome e per conto della Juventus, avevano messo in piedi e perfezionato nel corso degli anni nei confronti di tutti i massimi dirigenti del sistema, degli arbitri e pure dei giornalisti. Ecco perché la Juve vinceva in Italia ( ma, significativamente, non vinceva in Europa! ) e controllava l’intero sistema.

Tutto ciò, poi, si badi bene, non da due anni, bensì da molti anni, tanto che le avrebbero dovuto levare non soltanto gli ultimi due scudetti, ma almeno un altro paio e mandarla a giocare fra i dilettanti dell’Eccellenza regionale.

Giova ricordare, ancora e peggio che la Juventus è coinvolta nel doping amministrativo e nel doping sanitario, vicende queste che, a differenza di quelle calcistiche, hanno rilevanza penale e che sono estremamente vergognose. Far dopare i calciatori, per esempio, è anche peggio che chiamare gli arbitri amici e l’unica consolazione è che almeno le inchieste penali hanno avviato, anche se indirettamente, quella sportiva che ha portato al processo e alla condanna.

Nulla di tutto questo si trova nel documento pubblicato da “Tuttosport” e nient’altro, al di là della tesi ridicola che abbiamo riportato. Alla faccia della cultura e della scienza!

Fra i primi firmatari, rigorosamente in ordine alfabetico, troviamo una sequela di effettivamente brillanti e affermati professionisti, che però si sono così resi ridicoli col calcio, anche per inseguire la presunzione di mettersi in mostra.

Sorprende trovare il più prestigioso fra di essi, un politico di razza prima, un intellettuale di spessore poi, quale il Presidente della Fiera Internazionale del Libro, che di mettersi in mostra, a differenza degli altri, non aveva bisogno; ma siamo uomini e sbagliamo e auguriamo all’on. Rolando Picchioni che aver firmato questo delirante documento sia il suo errore fra le decine di meravigliose iniziative meritorie che egli regge e gli valga, gli basti e gli avanzi per tutto il resto.

Consegniamo impietosamente alle cronache invece il professore di pediatria dell’Università di Torino, Enrico Madon, con l’auspicio che concentri in futuro le sue argomentazioni sulle discipline mediche e non più su quelle calcistiche.

C’è ancora il banchiere rosso, anche se adesso pensionato di lusso, Nerio Nesi, già socialista lombardiano, poi a rifondazione comunista e ai comunisti italiani, grande manager di banche e imprese pubbliche: e fa un bell’effetto, vederlo schierato in questa circostanza e su questa sponda!

C’è pure l’avvocato Andrea Galasso: ma questa non è una sorpresa, date le frequentazioni di cui godeva.

E ci sono infine tanti altri chirurghi e professori universitari che hanno pensato bene di mettersi così in mostra, senza ben ponderare, sotto i fumi del tifo e della presunzione, quanto di effetto boomerang le firme in calce hanno procurato loro.

Ora, pensiamo ancora a quanto il calcio possa più della cultura e della scienza, a come possa trascinare in figuracce e in comportamenti ridicoli anche per tutti gli altri versi della loro vita stimatissimi professionisti e seppelliamo infine con una risata questo documento a sostegno della Juventus di un gruppo di autorevoli personalità: chi l’ha scritto, chi l’ha sottoscritto e pure chi l’ha pubblicato!

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Di giuseppe (del 17/07/2006 @ 17:19:43, in blog, linkato 659 volte)

Riporto qui di seguito una sintesi del documento diffuso ieri a Tel Aviv da alcune organizzazioni pacifiste israeliane, dopo una manifestazione di piazza in cui circa duemila cittadini ebrei hanno aspramente criticato la politica del loro stesso governo.

Lo riporto in segno di condanna dell’escalation militare di questi ultimi giorni, in cui si ripete il triste copione di Israele che, insensibile alle richieste di pace provenienti da tutto il mondo e alle risoluzioni dell’Onu che gli impongono di lasciare SENZA SE E SENZA MA i territori arabi occupati, le n.242, 338, 425, invece con il pretesto della lotta al terrorismo, come hanno fatto i suoi protettori statunitensi in Afganistan e in Iraq, si è lanciato in una nuova folle guerra, che senza minimente incidere contro il terrorismo fondamentalista musulmano, anzi aumentandone la forza, sta facendo centinaia di vittime civili, specialmente donne e bambini e sta distruggendo uno altro Stato autonomo e sovrano come il Libano.

Questi sono i fatti. E quello che segue è una sintesi del documenti sottoscritto da alcune associazioni israeliane, fra cui Gush Shalom, Donne per la pace, Anarchici contro le barriere, Yesh Gvul e Taayush:

 “Contro la follia militare e l’illusione unilaterale, chiediamo di cessare l’uccisione di civili in Libano, Israele e Gaza e di iniziare subito i negoziati politici per porre fine alla crisi. Il solo modo di dare un futuro diverso a Israele, di pace e di sicurezza, è dare soluzione alla fonte dell’ostilità, risolvere il conflitto attraverso il negoziato, stabilendo una relazione paritaria di mutuo rispetto tra israeliani e palestinesi”

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