Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Mentre prosegue l'attacco criminale israeliano, alimentato dalle industrie di armamenti che condizionano la politica imperialista statunitense, "Repubblica" ospita un appello di Giuseppe Cassini, ex ambasciatore italiano in Libano.
Ricordando la presenza italiana in quel Paese e l'importanza sociale e culturale che storicamente esso riveste, quale terra della convivenza e del confronto civile e proficuo fra diverse culture, un vero e proprio messaggio di speranza per il mondo intero, l'ambasciaotre chiede alle amministrazioni dei comuni, delle scuole, degli ospedali italiani, di "adottare" un' omologa istituzione libanese.
Mancano le indicazioni pratiche, ma è chiaro il senso dell'appello, che girriamo per le opportune modalità di attuazione agli amministratori italiani: contribuire alla rinascita del Libano, ammesso che si riesca in qualche modo a fermare Israele prima che lo distrugga totalmente e irreversibilmente,
Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare, questa mattina in cui la cappa grigia di afa appare senza rimedio e grava di tristezza l’estate di città!
Come il giudice della novella di Pirandello con la pratica di Rosario Chiarchiaro, anche io tenevo da giorni sulla mia scrivania, nauseato dal dovermene occupare, una cartellina con dentro un ritaglio di giornale, una di quelle notizie che non meritano nemmeno l’attenzione della gente, appena un accenno e subito dimenticate: invece sono i dettagli significativi, capaci di svelare la realtà, l’essenza stessa di una città, dell’universo mondo. Perché in chi legga divampi quel che rimane della capacità di indignarsi e alla prima occasione di comportarsi di conseguenza, ecco perché occuparsene e va bene farlo in una mattinata come questa.
E’ successo- a proposito di giudici e di Tribunali, che alcune volte la stupidità burocratica, più spesso la stupidità umana continuano ad intasare con cause inutili e stupide- che un condominio, tramite l’amministratore Franco Giuglini, si è rivolto a uno studio legale per fare ricorso al Tar contro un provvedimento del Comune di Torino che prevede nel suo regolamento la possibilità che i bambini giochino nei cortili degli stabili in determinate fasce orarie.
Il bello è che a quanto pare in quel condominio- via Peyron, numero civico 25- non abita nessun bambino. Piuttosto che una salvaguardia da un ipotetico, ma possibile futuro, le presunte motivazioni dei condomini per il loro ricorso sono di carattere generale: contestano l’ingerenza del comune nelle loro decisioni che sarebbero private.
Una motivazione ridicola. Come se poi non fossero essi stessi, ammesso che il loro ricorso fosse accolto, a manifestare una ingerenza vergognosa nelle faccende private delle famiglie con bambini.
Per di più in un’organizzazione sociale che già in generale sembra fatta apposta nelle sue implicazioni sociali e soprattutto economiche per ostacolare le nascite e infierire sui genitori, il caso di via Peyron, n. 25 a Torino denota tutta l’aridità, tutta la grettezza e tutto l’egoismo di cui essa è capace.
Oggi i bambini italiani nascono in numero sempre minore e quelli che nascono giocano- la loro attività formativa peculiare e fondamentale- sempre meno, intristiscono davanti ad un televisore, i più “fortunati” impazziscono davanti ai videogiochi del computer e si ingozzano di merendine e patatine, sviluppando cosce grandi quanto un prosciutto intero di maiale e visi deformati dal lardo, nelle nostre città sazie e disperate.
Non vanno più a scuola a piedi, non giocano più a pallone per strada, non corrono più in bicicletta a perdifiato, non fanno più i giochi della gioventù, nemmeno più le ore di educazione fisica a scuola, non vanno più all’oratorio( ma ci sono ancora gli oratori?), non socializzano più in bande, gruppi e sottogruppi, non imparano più ad affrontare le difficoltà ed i pericoli pure, certo, pure i pericoli, in autonomia e non fanno niente, insomma, di tutte quelle cose che facevamo io e tutti quelli della mia generazione, povera, isolata e popolare, ma sana, forte e bella.
Adesso vietiamo anche a quelli che abitano in condominio di scendere in cortile, mettiamolo per iscritto, stampiamolo su di una sentenza!
Ah, ci sarà un giudice a Torino!
Oh quanto vorrei che desse torto ai ricorrenti e li condannasse al pagamento di spese legali salatissime! E sarebbe sempre troppo poco per la loro stupidità, più che per il loro egoismo. E ho un sogno: che tutti i santi giorni genitori, insegnanti, educatori prendessero per mano ragazzi e ragazze e li li portassero davanti quel portone e tutti insieme giocassero a mosca-cieca, a nascondino, a girotondo e quant’altro, costringendo questi condomini torinesi stupidi ed egoisti a riflettere sulla frase che un giorno Qualcuno disse forse invano: “Lasciate che i bambini vengano da me”.