|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di giuseppe (del 19/09/2006 @ 14:37:24, in blog, linkato 25294 volte)
A volte si capisce di più partendo dai casi minimi, dai dati personali e abituali, che non affrontando di petto le grandi questioni. Si parla tanto in questi giorni della Telecom, delle dimissioni dei suoi vertici, delle polemiche politiche che ne sono scaturite per i collegamenti con il governo-Prodi. Io non so chi abbia ragione e chi abbia torto. Io non capisco pure come mai una società si tenga per tanto tempo il suo presidente che l’ha portata a indebitarsi per cifre così astronomiche che neppure so concepire e come le banche abbiano permesso tutto ciò, ma mannaggia al vizio di divagare, queste sono altre storie. Io so però che prima che la privatizzassero, a opera del precedente governo, sempre Prodi, la società di Stato dei telefoni era, se pur su un declino già imbroccato, per effetto dell’incuria ad essa riservata ormai da tempo, una società che funzionava, non solo, ma pure una società prestigiosa. Ma chi l’ha detto che lo Stato deve cedere ai privati società che erogano servizi ai cittadini? I risultati della logica del profitto e dell’egoismo sono sotto gli occhi di tutti, per luce, gas, poste, ferrovie: i beni sono rincarati, i privati hanno fatto e continuano a fare profitti, i servizi sono peggiorati, i cittadini pagano a caro prezzo, di più di prima e sono trattatati peggio di prima. Prima, quando c’era la Sip, c’erano esseri umani con i quali parlare, raccontare i problemi, farsi spiegare le soluzioni; c’erano altri esseri umani che tecnicamente ti allacciavano le linee, ti montavano e smontavano i cavi, ti mettevano le prese; impiegati e operai avevano anzi uno status sociale, di dipendenti statali. Poi è arrivata ‘sta Telecom, l’hanno comprata con gli investimenti fittizi, coi soldi virtuali che neanche a Monopoli, con un Presidente che a fare il vice di Massimo Moratti all’Inter ( a proposito di dissesti, un campione ) era già professionalmente sopravvalutato, e i risultati si sono visti. Sono spariti gli sportelli, sono spariti gli esseri umani. Le linee cadono, gracchiano, spariscono, per non parlare dei modem del collegamento a internet, che sono più le volte che non funziona, di quelle in cui funziona. E’ cronaca di tutti i giorni, ognuno di voi ha avuto a che fare con la Teleconm e ha passato la sua via crucis di giorni, settimane, mesi, se non anni, e spesso sono via crucis che è necessario affrontare a ripetizione. Quelli del 187 ti trattano come neanche più si trattano le bestie. Proposte commerciali assurde, a volte vere e propri imbrogli, sono all’ordine del giorno, violenze da cui è difficile difendersi. Si paga e si paga profumatamente, per avere disservizi, per essere truffati e per essere trattati una schifezza. Questa è la Telecom. Mi meraviglio che qualcuno si meravigli in questi giorni del fatto che sia un’azienda in crisi. P.S. Ah, certo, le privatizzazioni e le liberalizzazioni permettono ad altre società di fare le stesse cose. Peccato che per tutti noi utenti ciò non significhi nulla, perché anche le altre società minori sono impostate sulla stessa logica e quindi hanno le stesse dannose, perniciose, sgradevoli, umilianti, inefficaci caratteristiche del modello cui dovrebbero fare concorrenza.
Di giuseppe (del 11/09/2006 @ 18:26:13, in blog, linkato 21382 volte)
E’ scoppiato un incendio pauroso e crudele, lo scorso fine settimana, alle spalle di Spotorno, in Liguria, vicino Savona, vicino pure a Torino, nel senso che è quella provincia la più geograficamente accessibile da qui, di fronte al mare dell’isoletta di Bargeggi.
Non è nemmeno la prima volta che succede, sempre lì: se ne ricordano un altro paio, negli anni scorsi, di cui ancora non si erano recuperati i perniciosi effetti. Ora, due vittime umane a parte, è lo scempio ambientale che colpisce e ferisce.
Il bello, cioè il brutto è che in qualcuno dei tanti telegiornali idioti, più che stupidi, che infestano le nostre giornate, ho sentito dire che l’incendio sarebbe scoppiato a causa di qualche automobilista irresponsabile che ha lanciato un mozzicone di sigaretta accesa dal cavalcavia dell’autostrada che passa sopra i boschi.
Ancora, la favoletta idiota, più che stupida, degli incendi nei boschi che scoppiano a causa del fumatore distratto! Ancora?!? E dai... Gli incendi nei boschi scoppiano al 99.99 % a opera dolosa di qualcuno che per interesse più spesso, a volte per dispetto, rancore, invidia e/o per pura follia qualche volta, di proposito, deliberatamente, appicca le fiamme, scegliendo le condizioni migliori affinché essi si propaghino. Altro che mozzicone di sigaretta!
Poi, verrebbe voglia di andare a sottolineare che nessuno governo riesce a contrastare questo triste fenomeno. E ancora che... Ma io volevo semplicemente dire che al mare si può andare ancora, incendi nei boschi permettendo. Che l’estate continua. Che sì, è vero, tutte le attività si sono riavviate, dopo la consueta pausa d’agosto, tutta tipicamente italiana, ma insomma, la bella stagione non è finita. Che a Ferragosto c’è il vero inizio dell’anno, col serpente che si morde la cosa e ora siamo appena agli inizi. Tutto questo avrei voluto dire, se non fosse stato un incendio a farmi divagare e ribaltare.
Di giuseppe (del 07/09/2006 @ 17:16:52, in blog, linkato 24913 volte)
Tornato, in questa città che ho seguito da lontano, come in dissolvenza e per un po’ ho dimenticato.
Viaggiando mi moltiplico, scopro fuori e dentro di me qualcosa che ancora non conosco, mi metto in ordine le idee, mi rafforzo e mi rigenero, oltre a raggiungere l’altrove.
Ora sono di nuovo qui, la zona, la sede delle mie attività, compiutamente riavviate. Ma un’altra zona e un’altra sede ho nel frattempo individuato anche per esse.
A settembre intanto questa città è finanche bella. C’è il clima migliore, di solito, fin verso ottobre, come ad aprile e maggio: non fa freddo come negli altri mesi e non c’è nemmeno l’afa opprimente di luglio e agosto. Si sta bene e i colori diventano gustosi come l’aria, con le sue gradevolissime atmosfere.
Il prossimo fine settimana ricominciano pure i campionati di calcio, così ci daranno di sicuro qualche emozione e – si spera- pure qualche soddisfazione.
Non vedo l’ora che ricominci pure il mio programma televisivo preferito, “Chi l’ha visto?” , che ogni settimana mi porta lingue e dialetti lontani e mi dimostra ogni volta come la realtà riesca sempre a superare la più accesa fantasia.
E’ scomparso qualcuno in questi mesi da Torino. Un paio li hanno trovato morti, dopo settimane e settimane, nel loro appartamento: come se fosse normale per un a città che pure si dice grande e civile lasciare che qualcuno muoia in una casa chiusa, senza che nessuno se ne accorga, o abbia alcunché da dire, o da ridire.
Due, marito e moglie, si erano murati vivi, volontariamente e stavano così da anni, con la figlia che pensava bene a rifornirli di provviste, infischiandosene di tutto il resto.
Una bambina stava per sparire ieri da Asti, qui vicino, perché un cittadino slovacco ha tentato di rapirla in un supermercato, senza riuscirci, facendosi scoprire e catturare. Il bello è che un fatto simile ( un tentativo di rapina inspiegabile, di una bambina figlia di contadini, a opera di un nomade ) l’ho sentito raccontare alla radio durante il mio recente soggiorno al Sud. Poi dice che i zingari rubano i bambini e poi a “Chi l’ha visto?” fanno le puntate speciali.
Un ragazzo di Torino è andato in vacanza in Spagna, in una specie di brutta copia da incubo di Rimini, con sesso e droga dilaganti, che si chiama Torremolinos e non è più tornato. Si è speso un bel po’ di soldi presi col bancomat e di lui non si sa più nulla.
|