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"...Contro tutto questo voi non dovete far altro che continuare semplicemente a essere voi stessi: il che significa essere continuamente irriconoscibili e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare...”.

Pier Paolo Pasolini
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di giuseppe (del 30/01/2009 @ 19:01:10, in blog, linkato 374 volte)
Ho appreso oggi dalla segnalazione di un mio amico che dal sistema informatico del consiglio regionale del Piemonte ( non so, ma immagino di sì, che sia lo stesso anche per i pc degli uffici della Regione Piemonte ) questo sito è stato inibito. In pratica, ho verificato, viene impedito l'accesso dai pc della Regione, non solo: la motivazione, mortificante, è che si tratta di un sito pornografico! Pornografico, dai!!! Questo già bastava. In più - apprendo in questo momento - che l'Ansa, contrariamente a quanto promesso e come a lungo preparato con colloqui e interviste, non pubblicherà nulla sull'uscita del mio libro. Bel servizio alla libertà dell'informazione! Ma mi sarei stupito del contrario e anche tutto questo è molto, ma molto significativo, sullo stato della libertà in Italia oggi.
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Di giuseppe (del 28/01/2009 @ 21:51:06, in blog, linkato 347 volte)
DALL'AMICO GIANNI CHIOSTRI, FINE UMORISTA E GRANDE VIGNETTISTA, RICEVO E VOLENTIERI PUBBLICO: Nel dare l’addio a Gianluigi Marianini, ricordato in questi giorni soprattutto per la sua notorietà televisiva (dovuta al celebre “Lascia o raddoppia”), poco si è invece parlato dell’uomo di cultura. Nella sua profonda fede cristiana, Marianini ha studiato a lungo i fenomeni paranormali e combattuto instancabilmente le superstizioni e le derive scientiste, ricevendo nel 1993 il Premio Publio Elvio Pertinace, come demonologo. Dall’Associazione Poesia Attiva fu anche insignito, il 17 marzo 1995, della “Mantella”, segno contraddistintivo dei grandi poeti contemporani.
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Di giuseppe (del 25/01/2009 @ 19:34:21, in blog, linkato 368 volte)

Ci sono ritornato di recente e ci sono stato più di quindici giorni di fila, nel grande Salento. L’ho girato in lungo e in largo, ‘stavolta. Poi – e sono ormai più di altri quindici giorni - sono ritornato a Torino.

‘Stasera ne ho nostalgia.

‘Stasera che sono triste e mi sento solo, come non mi succedeva da tempo: ne so pure le ragioni, lucidamente ne avverto la consistenza, quando per la prima volta nella fattispecie la tensione è venuta meno e non ci sono prospettive, o almeno, pur sforzandomi, mi pare di non vederne, e comunque la situazione è quella che è, come pure è meglio proprio non approfondire. Ma questa è un’altra storia.

…Beh, va bene, non è vero: difficile scindere. La terra natia trattiene dentro di sé i sentimenti più forti e le radici si allargano a tante fondamentali ragioni, quelle vecchie, di nodi irrisolti, di affetti negati, che si trascinano nemmeno stancamente, anzi acquistando impeto devastante, pure di consolidate acquisizioni, che danno conforto, tanto, che però poi confliggono, quando bisogna lasciarle lì; però e quelle nuove, che stringono a tal punto, a volte, da soffocarti.

…Una telefonata, col vento in sottofondo. Un rincorrersi dei giorni e delle ore. Un tuffo al cuore. …

C’ero ritornato, pure a Gallipoli e c’era il vento pure quella sera. Il “palazzone” in fondo a via Roma spazzato da folate continue, le vetrine dei negozi lavate dall’umidità. La presenza del mare che si apriva appena più avanti, comunque impellente. Quella carezza della sera che non sapevo più il sapore che ha, ma che avevo ritrovato. Per poi perderla di nuovo. No, non è colma la misura delle cose che devo amare, e perdere.

Poi, a pensarci bene, quell’ombra che ci separa e che so c’era pure quella volta, in quegli atteggiamenti richiesti inopportunamente e inutilmente; c’è stata sempre del resto; va beh, quasi sempre. Ma tanto ormai ha avvolto tutto e ha fatto buio intorno a noi.

Il locale si chiamava “T’amo pio bove”. Pensavo fosse un omaggio alla poesia e a Carducci, invece lo era alla televisione e a Panariello. Va beh. Terra: turcinieddhri e patate novelle. Perfetto, non convenzionale: terra, anticonformisticamente non mare, però comunque territorio. Bene così.

La solita superstrada che partendo da Lecce spacca in due il grande Salento, in mezzo, fra una costa e l’altra, al ritorno, con le canzoni senza tempo. Quella superstrada fatta tante volte, con le piazzole di sosta, dove tante volte, per tante ragioni, mi ero fermato e quei grandi cartelli indicatori, degli svincoli da dove uscire, per le varie località da raggiungere.

I cartelloni della pubblicità, le postazioni.

Gallipoli, la città bella. Sono stato pure tanto nei paesi della grecìa salentina: buon giorno Calimera, Martano, Castrignano e Zollino dove mi ero scaldato e non per il falò – i riti ancestrali riproposti dalle tradizioni contadine – mi ero alterato proprio e dove poi pure però m’ero addolcito, un’altra sera, in cui avevo visto quello che non avevo mai visto e pure avevo tanto atteso e desiderato.

Il teatro greco, a Lecce città, cioè romano a pianta greca classica, tale e quale. La chiara eco che risuonava.

Le voci della pizzica. “Mena mena mo”…

Flash. Le luci della spettacolare, unica al mondo, piazza del Duomo a Lecce e il presepe nell’anfiteatro di piazza Sant’Oronzo.

A Galatina sono passato davanti l’editrice salentina, da dove mancavo quando andavo a correggere le bozze e ancora si stampava a piombo.

Una provincia difficile, diventata ora di moda, ma fiera delle proprie tradizioni rivendicate e anzi esaltate e a dispetto della dimensione geografica non più isolata, bensì collegata e non soltanto virtualmente con tutto il mondo.

Ho rivisto pure il mare, ma rivisto davvero dopo un tempo così lungo da provarne un bisogno fisico. Era il primo pomeriggio, mite e tranquillo, del giorno di Natale. Ho sbagliato strada apposta. A Porto Cesareo la strada del paese ti ci porta davanti. C’era la bassa marea. Sono sceso dall’auto, ho camminato sugli scogli. Ho respirato. Ho raccolto l’acqua salata con le mani e mi ci sono lavato il viso.

L’ho rivisto poi pure all’oasi naturale delle Cesine, dove ho camminato a lungo con gli amici, dove non prendeva il telefonino. Come non prende ‘stasera, quando c’è il black-out, quando ormai è arrivata non un’ombra, ma proprio il buio.

http://www.youtube.com/watch?v=UgBvZ-pr0iE
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Preceduta dai servizi televisivi su Telecity, di Torino e Alessandria, Grp e soprattutto Rete 7, che ha dedicato alla presentazione dell'evento addirittura cinque minuti di servizio nel tg di venerdì ( in tv un'eternità ), e' andata in scena a Casale la "prima" di "Voglio combattere ancora", pure la prima manifestazione in tutto il mondo dedicata al centenario del Futurismo. E' stata una bella serata, quella di ieri sera, all'insegna della cultura e della cultura nostra, per di più perché abbiamo dimostrato che è viva, attualissima e, ancora, può essere pure motivo di aggregazione e di consenso, oltre che piacevole; poi, è originale, se non inedito, lo sforzo di "recitare" la poesia di Marinetti, per cui, devo dire, il lavoro di Sandra Maggio è stato splendido. Per quanto mi riguarda, racconto l'uomo e l'opera - oltre che ricostruire il contesto storico - sulla base di un "canovaccio", che è il "ritratto" di Filippo Tommaso Marinetti ( tratto dal mio saggio pubblicato sul web "Maestri del Novecento" ). Lo uso quale base della mia "conversazione" teatrale, su cui poi, come detto, si innesta la recitazione viva della Sandra Maggio, costituendo con ciò una vera e propria performance teatrale, della durata di circa un'ora, che sarei felice di poter replicare altrove durante tutto questo 2009
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Di giuseppe (del 13/01/2009 @ 13:20:53, in blog, linkato 395 volte)

SABATO 17 GENNAIO - ORE 17.30 – A CASALE MONFERRATO ( AL ) – Galleria Santa Croce, via Roma, n. 79 - MIA CONVERSAZIONE SU FILIPPO TOMMASO MARINETTI – con PERFORMANCE TEATRALE – a seguire: dibattito e aperitivo futurista –

Siete tutti invitati!

Sabato prossimo 17 gennaio sarò nella complessa e multiforme città di Casale Monferrato, a parlare dell’attualità di Filippo Tommaso Martinetti.

La mia conversazione concluderà la mostra “MAFARKA, spettacolare vita futurista”, inaugurata il 4 gennaio scorso, presso gli spazi espositivi della galleria Santa Croce, in Via Roma 79, a cura dell’associazione casalese “Elettra”, che, come sottolineato dal suo presidente Filippo Russo, ha voluto portare in scena un prodotto “squisitamente culturale” ed italiano, mostrandolo come arte totale, capace di coinvolgere il visitatore a trecentosessanta gradi.

Il progetto è stato patrocinato dalla Regione Piemonte e ne hanno curato la realizzazione la “More & More Partners S.r.l.” e “Lab to A”, in collaborazione con “My Cafè”.

Come è noto, il Futurismo, avanguardia artistica e non solo, di inizio Novecento, ha, a tutti gli effetti, posto le basi, con le sue rivoluzionarie idee, del crescere moderno.

”Mafarka”, il re degli Africani, è il titolo di un romanzo di Martinetti, del 1909, l’anno della pubblicazione del “Manifesto del futurismo”, di cui si festeggia quest’anno il settantesimo anniversario, in una atmosfera culturale di straordinaria attenzione per tutto quello che è legato al futurismo.

Nella mostra di Casale Monferrato, trovano spazio pittura, scultura, fotografia, architettura, moda, teatro, danza, cucina lungo un percorso che ospita originali sculture ferriche e originali opere fotografiche degli artisti Giovanni Corce e Osvaldo Bot; e pannelli illustrativi creati ad hoc, andando a comporre un interessante percorso didattico-espositivo delle applicazioni fatte al vivere comune dalla poetica futurista.

Sono presenti inoltre sculture dove l'aspetto plastico e dinamico sono esaltati da forme vuote e piene, calchi e fusioni, in cui vengono accentuati i caratteri salienti della lavorazione meccanica; e accumulazioni letterarie, opera composta da più di duecentocinquanta libri, disposti sul pavimento, utili a fare riflettere il lettore su quel “distruggiamo la cultura” inneggiato dai futuristi e sulla sua possibile ricostruzione.

Sabato prossimo, 17 gennaio, alle ore 17.30, parlerò dell’attualità di Filippo Tommaso Martinetti, in una conversazione intitolata “Voglio combattere ancora!”, un verso del “Cantos” n. 72 di Ezra Pound, uno dei due scritti in italiano nel 1944 e dedicato appunto dal poeta americano all’ amico italiano, nello sconforto in cui l’aveva gettato la notizia della sua morte.

L’attrice Sandra Maggio reciterà “Bombardamento” e “Quarto d’ora di poesia della X Mas”e leggerà il Manifesto del futurismo, oltre a brani di lettere e biografie scritte dalle figlie e dalla moglie di Marinetti.

Introdurrà Bruno Labate, presidente dell’associazione “Poesia attiva”; seguirà il dibattito e un aperitivo, a concludere quella che si annuncia per tutti i partecipanti come una bella serata ricca di proficue suggestioni culturali.

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