Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Ecco il comunicato - stampa degli organizzatori. Sono contento di essere stato invitato a fare da...moderatore, anche se sarò più...provocatore, che moderatore! Rivedrò il mio amico Mario Bozzi Sentieri, col quale da ragazzi giocavamo a fare i giornalisti, a Lecce e senza saperlo facemmo cose rimaste storiche; e Luciano Lanna, col quale ho collaborato al "Roma" e a "L'Italia settimanale". Poi, spero di stare bene insieme a tutti quelli che interverranno; sono sempre belle, queste serate, che lievitano col tempo e lasciano pemsieri e parole preziose.
Ah, io in quanto fascista non immaginario NON ho aderito al Pdl eh eh e poi - sempre gli stessi errori, non so più che fare - NON sono "torinese", anche se continuano a scrivere così...
Giovedì 2 aprile alle 20.45 presso la sala convegni dell'Hotel Holiday Inn, piazza Massaua 21 - Torino si svolgerà il secondo incontro della rassegna EDITORIA NON CONFORME, organizzata da Associazione FABER con il contributo della Regione Piemonte, dal titolo: "L'immaginario della Destra italiana. Verso il partito unico: il dibattito sulla cultura di destra dall'uscita di Fascisti Immaginari a oggi"
Luciano Lanna e Mario Bozzi Sentieri affronteranno il tema dell'immaginario culturale e mitologico della destra italiana così come raccontato dapprima in "Fascisti Immaginari" e poi approfondito nel dibattito che negli anni successivi alla pubblicazione del libro si è sviluppato in ampi settori della stampa nazionale; dibattito tornato particolarmente di attualità in questi giorni nei quali la Destra italiana ed il suo storico bagaglio culturale confluiscono nel partito unico del centro-destra.
Nel corso della serata, Mario Bozzi Sentieri presenterà il suo ultimo saggio: "Dal neofascismo alla nuova destra - le riviste 1944/1994" che ripercorre mezzo secolo di elaborazione culturale alternativa e indipendente.
Luciano Lanna, co-autore di "Fascisti Immaginari" è giornalista, saggista, direttore responsabile de "Il Secolo d'Italia".
Mario Bozzi Sentieri è saggista e giornalista.
Modera l'incontro il giornalista e scrittore torinese, Giuseppe Puppo.
Per info: assofaber@gmail.com 3394056681
Oggi è un giorno importante per tanti motivi e sono felice per tanto che ho detto e sentito.
Qui vi voglio però parlare di una cosa, anzi due, che ho letto, in articoli, il primo dei quali addirittura su la Repubblica che vi riporto integralmente qui di seguito.
Chi mi legge sa- e l'archivio di questo blog ne è prova - che da anni sostengo che l'ora legale non serva a niente e anzi sia dannosa; che si tratti di un colossale luogo comune, che tutti accettano per conformismo e pigrizia; che bisogna abolirla, battendosi contro quest'altra verità ufficiale precostituita.
Chi mi conosce personalmente poi sa che tutti i miei orologi sono sempre, per protesta, sull'ora solare.
Bene, vi annuncio ufficialmente che non sono pazzo, contento del fatto che anche su questo il mondo sta cominciando a darmi ragione.
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La Repubblica
Negli Usa il via ieri, in Italia scatterà a fine mese e resterà in vigore fino al 25 ottobre. Ma è guerra di dati
Gli scienziati processano l'ora legale "Non è vero che fa risparmiare" di LUIGI BIGNAMI
MILANO - Entro la fine di marzo circa un quarto della popolazione mondiale perderà un'ora di sonno, in compenso guadagnerà un'ora di Sole in più al giorno. Questo grazie all'introduzione dell'ora legale, che negli Stati Uniti è scattata ieri, in anticipo di alcune settimane rispetto all'Europa e all'Italia, dove inizierà il 29 marzo (per terminare il 25 ottobre). Generalmente si sostiene che lo spostamento in avanti delle lancette serva per risparmiare energia, ma, recentemente, alcune ricerche hanno avanzato più di un dubbio. L'idea di spostare le lancette in avanti di un'ora durante l'estate fu avanzata già da Benjamin Franklin nel 1784, ma venne introdotta solo nel periodo della prima guerra mondiale, al fine di economizzare energia. Il primo lavoro di verifica per capire se davvero l'ora legale faccia risparmiare energia venne realizzato nel 1970 dal Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti, il quale giunse alla conclusione che se ne risparmia circa l'1% rispetto a quando si utilizza l'ora solare. Per molto tempo ci si è fidati di tale dato, ma le cose sono via via cambiate quando i condizionatori d'aria sono entrati in modo prepotente in case ed uffici. Nel 2006 per la prima volta l'ora legale venne introdotta nello Stato dell'Indiana e un lavoro realizzato l'anno successivo dall'economista Matthew Kotchen dell'Università della California ha sorprendentemente messo in luce che essa fa addirittura aumentare i consumi di elettricità dell'1%, facendo perdere allo Stato 9 milioni di dollari all'anno. "Sebbene l'ora legale riduca la richiesta di elettricità nelle case - spiega il ricercatore - ne produce anche una più elevata per i condizionatori durante le sere d'estate e per il riscaldamento durante la primavera e l'inizio dell'autunno". In California la Commissione per l'Energia è giunta ad un risultato più o meno simile. Spiega Adrienne Kandel economista della Commissione: "L'aver allungato di 15 giorni il periodo di ora legale nel nostro Stato, non ha portato ad alcun beneficio, in quanto l'anno scorso il risparmio di energia è stato dello 0,2%, ma è un dato che ha un margine d'errore dell'1,5%". Un'indagine dell'Energy Institute australiano sostiene anch'esso che i risparmi sono solo apparenti. Secondo l'Istituto infatti, il risparmio viene sempre calcolato sulle ore interessate dalla maggiore quantità di luce (quelle pomeridiane), mentre se si fa il computo complessivo tra il risparmio pomeridiano e la maggiore richiesta di energia tra le 7 e le 8 del mattino e quella usata nelle ore più tarde perché, mediamente, si rimane svegli più a lungo, il risparmio risulta zero. Non tutti i risultati sono negativi. Nel Rapporto stilato ad ottobre 2008 per il Congresso Usa dal Dipartimento dell'Energia si conclude che l'aver anticipato di 4 settimane l'ora legale ha fatto risparmiare globalmente lo 0,5% dell'energia, che corrisponde a quella utilizzata da 100.000 appartamenti per un intero anno. Per l'Italia Terna, la società responsabile della trasmissione dell'energia elettrica sulla rete, sostiene che negli ultimi anni si sono risparmiati da 70 a 80 milioni di euro all'anno. Ma al di là dell'uso dell'energia c'è un altro elemento da considerare: le ricadute sulla salute. Nonostante si dica che un'ora in più di luce dovrebbe permettere maggiore possibilità di movimento per la gente, secondo il New England Journal of Medicine, durante la prima settimana della nuova ora vi è un aumento del 5% di infarti e questo succede dal 1987. Motivo: l'alterazione che si viene a creare nei ritmi biologici e soprattutto in quelli del sonno.
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Excite Italia
Ora legale, secondo gli scienziati non fa risparmiare
L'ora legale è finita nel mirino degli studiosi. In Italia il 29 marzo le lancette dell'orologio dovranno essere spostate un'ora avanti, in questo modo oltre a godere della luce del sole per più tempo è possibile risparmiare energia. Almeno questo è ciò che si è sempre creduto. Adesso alcune ricerche hanno sollevato qualche dubbio. Sembra che l'ora legale provochi addirittura un aumento dei consumi. Questo forse anche a causa dell'introduzione, nelle case e negli uffici, dei condizionatori d'aria. L'economista Matthew Kotchen, dell'Università della California, nel 2007 ha realizzato uno studio e ha spiegato: "Sebbene l'ora legale riduca la richiesta di elettricità nelle case ne produce anche una più elevata per i condizionatori durante le sere d'estate e per il riscaldamento durante la primavera e l'inizio dell'autunno". Risparmi apparenti anche secondo Adrienne Kandel, economista della Commissione per l'Energia della California, e l'Energy Institute australiano. Ma c'è anche chi mostra dati positivi. In Italia la società responsabile della trasmissione dell'energia elettrica sulla rete, Terna, ha evidenziato che negli ultimi anni si sono risparmiati da 70 a 80 milioni di euro all'anno. L'ora legale, tuttavia, sembra non convincere. Il New England Journal of Medicine ha addirittura parlato di rischi per la salute. A quanto pare dal 1987 durante la prima settimana della nuova ora vi è un aumento del 5 per cento di infarti a causa dell'alterazione che si viene a creare nei ritmi biologici, in particolar modo in quelli del sonno. Quella sull'ora legale sembra proprio una disputa aperta.
Internet è un mezzo prezioso, che ha rivoluzionato il nostro modo di essere, di informarci e di comunicare: posta elettronica, motori di ricerca, diffusione della cultura popolare, collegamenti audio/video gratuiti in tempo reale, blog, community e quant'altro sono soltanto alcune delle straordinarie opportunità offerte in tal senso e ormai consolidate negli ultimi anni, fino ad entrare nella nostra identità di contemporanei.
Ma internet è un mezzo e quindi come tale di per sé neutro, il cui valore è dato dall'uso che se ne fa e che pertanto anche effetti oggettivamente negativi può produrre. Senza scomodare il suo Maestro Marshall Mc Luhan, questa fondamentale verità va ricordata al professor Derrick De Kerckhove, che sostiene – fra le altre cose- che My Space ha inventato strategie alternative di socializzazione, mentre dal canto suo un altro professore, l'americano Edward Castronova, esalta l'importanza delle così dette realtà virtuali che ultimamente si stanno affermando quali veri e propri universi paralleli, sul web, tipo "Second life", tanto per intenderci.
Realtà virtuali assai deludenti, va invece aggiunto, in cui trionfano esibizionismo, egoismo e frustrazione. Internet sta assumendo questa brutta, assai negativa e oggettivamente negativa caratterizzazione: di fuga dalla realtà, una realtà dove sempre di più e sempre più spesso siamo incompresi, soli e senza speranze, a favore di paradisi artificiali in cui surrogati virtuali danno un apparente sollievo, per poi invece far sprofondare in condizioni peggiori di solitudine e di frustrazione.
Quanto a "My space" la mia esperienza personale di sperimentazione diretta in tre mesi di frequentazione la scorsa estate e ora definitivamente chiusa - mi porta a una valutazione anch'essa nella fattispecie negativa.
In sintesi estrema, "My space" mi pare un'accozzaglia di vetrine dentro ciascuna delle quali si agita, più o meno saltuariamente, a seconda dei suoi tempi e dei suoi modi, una persona che ha in testa di mettere in mostra quello che fa, e se non altro sé stesso, senza guardare cosa c'è nelle altre. Il trionfo dell'esibizionismo e l' egoismo elevato a sistema, quindi. Le vetrine dei profili sono poi compartimenti stagni, che non comunicano fra di loro.
Come i bambini delle scuole elementari, tutti sono interessati a "farsi amici" un maggior numero di persone possibili: "Mi fai amico? Sì, ti faccio amico, ma tu mi fai amico a me?".
Il brutto è che non c'è nessuna amicizia reale, nessun processo di conoscenza, di condivisione, di partecipazione, ma soltanto l'interesse materiale a poter così appiccicare la propria etichetta sulla vetrina del sedicente e presunto amico.
Poi, c'è chi vende i suoi dischi, chi i suoi prodotti, per ogni settore merceologico, chi pubblicizza negozi e chi club prive; chi vende sé stesso, il proprio corpo, o il proprio cervello; chi si esalta occupando tutte le nicchie più incredibili di quelle che chiamano "perversioni" sessuali; chi pianifica truffe planetarie, cercando di agganciare i single per estorcere informazioni prima e denaro poi e chissà quante altre simili miserie che non ho fatto ancora in tempo a scoprire, perché adesso, all'evidenza dei fatti, mi è scomparso non soltanto ogni entusiasmo, ma pure ogni desiderio di frequentazioni del presunto spazio mio.
Infantilismo di ritorno, egoismo parcellizzato, conformismo elevato a sistema, stupidità diffusa di cui abbonda pure questo Facebook, di cui ho appena infelicemente concluso una sperimentazione durata un mese.
E’ la moda del momento, che ha rapidamente soppiantato prima Second life ( che però era un vero e proprio bluff ) e poi My space, grazie all’effetto di amplificazione che ne hanno fatto, sempre per moda e per conformismo superficiale, un po’ tutti gli altri mass – media, giornali in testa, con quell’abbondante dose di ignoranza, dilettantismo, pressappochismo e fretta che contraddistingue ormai gran parte del giornalismo.
Come tutte le mode, passerà anche questa, così come è iniziata: però, lascerà di sé ben poco.
Cosa ho capito in questo mese?
Innanzitutto che anche Face book è in buona parte un bluff, perché le stratosferiche cifre di adesione tanto strombazzate sono fittizie, e mi spiego: una cosa sono gli iscritti, un’altra e ben diversa e nettamente inferiore, ma proprio inferiore, eh?!? diciamo il 10% degli iscritti sono gli iscritti che lo usano con una certa regolarità. E fanno testi questi ultimi, non i primi.
Poi, gli utenti regolari sono irrimediabilmente afflitti dalle stesse sindromi di quelli di Facebook e che, non vorrei insistere, ho già evidenziato e che ripeto, pur senza infierire: infantilismo di ritorno, egoismo parcellizzato, conformismo elevato a sistema, stupidità diffusa.
L’aggravante è che mentre uno su My space si nascondeva di solito dietro un nick, qui su Face book ci sta col proprio nome e cognome.
Nonostante ciò, eccolo alle prese con i sondaggi più strampalati, con le adesioni ai gruppi più stravaganti, ed eccolo diventare fan di nani, saltimbanchi e ballerine.
La peculiarità di questo sistema è che dovrebbe tenere in collegamento chi già si conosce: quindi, pure noioso è, ché almeno su My Space qualcuno/qualcuna sconosciuta che ti piaceva potevi conoscerla, e la speranza di farci qualcosa era sempre ben viva e presente.
Qui il massimo della trasgressione è che ti ritrovi le ex fidanzate aggregate come “amiche” e ho dovuto così soccombere pure io, nolente, o volente, che del motto vendittiano “amici mai” avevo fatto un imperativo categorico.
Mogli in carica e fidanzate, o sedicenti, o presunte tali in carica, del resto vigilano, e si rovinano il fegato, oltre a rovinare poi il fegato e spesso anche altro dei loro rispettivi iscritti a Face book, quando, per esempio, scoprono che il meschino mandò un messaggio ambiguo a una sua “amica” e la sventurata, come la monaca di Monza, rispose.
Per non dire dei casini di proporzioni bibliche piantati e giustamente alla scoperta della risposta: “relazione complicata” che qualche altro meschino ha dato alla domanda di definire la propria situazione sentimentale. Ma benedetto Face book, dico io... Ahimè, le relazioni di per sé sono tutte complicate e questa dicitura è poi un capolavoro di ipocrisia: vuol dire, oh, sono impegnato, ma non fa niente, voi provateci lo stesso! Avete presente il film “Tre uomini e una gamba”? Quando Aldo, Giovanni e Giacomo, in viaggio perché uno si doveva sposare e invece si innamora della ragazza trovata per strada e sono al tavolo e quello dopo poche ore è innamorato perso e gli altri due cercano di minimizzare, dopo aver maldestramente rivelato i motivo del viaggio? Quando commentano che sì, si deve sposare: “Sì, ma niente di serio, eh!”…
Poi dice che chi scopre la definizione “relazione complicata” al proprio partner su Facebook si incazza!
I peggiori di tutti, i politici, quelli che pensano che Obama abbia vinto le elezioni in America grazie a internet e sognano di fare le preferenze – là dove rimangono – grazie a Facebook, dai! Con qualche lodevole eccezione: ho visto fare a Luca Romagnoli un uso sapiente e meritorio di Facebook, una novità: una discussione in tempo reale con tutti i suoi amici, per decidere le decisioni da adottare, uno strumento di democrazia partecipativa, un aggiornamento della tradizione delle assemblee di partito, senza limiti e confini.
Per il resto, politici del sotto, sotto governo, magari consiglieri di circoscrizione, o di enti utili soltanto a loro, per i loro stipendi, che credono di reggere sulle proprie spalle le sorti del mondo e, come se fossero tanti Martin Luther King, fanno collezione di seguaci e fans, dai e ridai!!
Infine, per tutti, l’effetto Grande fratello. Il sottile piacere ( piacere? Mah… ) di stare sotto i riflettori, almeno questa è l’illusione che regala Face book, facendo perdere il senso delle cose. Se piove, o c’è il sole, spacciato come riflessione profonda sul senso della vita. Un litigio con la fidanzata, quale evento fatidico. Una volta, giuro: poi ho eliminato la responsabile dall’elenco dei miei amici, ma giuro, ho visto che quella aveva scritto cosa aveva mangiato a pranzo e aveva aperto il dibattito e una decina di suoi amici e amiche avevano diligentemente partecipato alla fenomenale discussione, una delle tappe miliari della storia del pensiero del genere umano.
Senza senso della misura, spesso senza nemmeno il senso del ridicolo.
Passerà…Torneremo alle agende cartacee, alle telefonate, agli appuntamenti al solito posto, ai libri, magari, speriamo presto, molto presto, prima di svilirci ulteriormente, visto che ci siamo ridotti così.