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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di giuseppe (del 23/06/2009 @ 17:09:14, in blog, linkato 1170 volte)
Le ricostruzioni che piano piano vengono fuori disegnano scenari da basso Impero, da disfacimento, da degrado.
Colpisce in primo luogo l’evidenza di una prassi consolidata da tempo. Cortigiani addetti al reclutamento e allo smistamento; buste, regali, gioielli veri e di bigiotteria; balli lenti, sotto gli sguardi di tutte le presenti e degli addetti alla sicurezza ( buoni, quelli, te li raccomando: sono uscite foto e registrazioni ), straniere con accento tipico dei Paesi dell’ Est fatte vestire da Babbo Natale, nomi nuovi di aspiranti veline, aspiranti onorevoli, modelle, accompagnatrici e quant’altro, in un elenco che si gonfia a dismisura.
A proposito, non entriamo nei dibattiti a margine che troviamo di cattivo gusto; ci concentriamo invece sugli aspetti propriamente politici cui “puttanopoli” energicamente rimanda.
Sono fatti e vanno evidenziati con grande energia che l’inchiesta della magistratura barese era diretta in prima battuta e ha colpito e anzi ancora più presumibilmente lo farà la sinistra, il centro – sinistra, insomma: “ i comunisti”, per usare il lessico presidenziale. Chi avrebbe potuto immaginare che il principale accusato in qualità di presunto corruttore fosse amico e sodale del presidente del Consiglio?
E da questo fatto, che non è poco e la dice lunga su certe impostazioni mentali, scaturiscono altre considerazioni, amarissime.
In primo luogo, è evidente che il sistema della sanità in Puglia è fonte di corruzione continua, qualunque sia la giunta e a opera di intrallazzatori a vario livello, che fanno del mostrarsi bipartisan nei loro favori, nell’essere “fratelli”, nel leggere allo stesso modo quotidiani come “Libero” o come “Il riformista”, che cioè sostengono Berlusconi, o D’Alema, il proprio modo di essere e di operare. Poi, non si possono usare due pesi e due misure: non ci si può scandalizzare se il portavoce di Prodi si ferma a parlare con una trans, come han fatto in molti due anni fa, e minimizzare poi l’intera vicenda di adesso.
Poi, non si può far presentare una legge in Parlamento che considera la prostituzione un reato, e poi andare continuamente, senza soluzione di continuità, con le prostitute: non si può.
Di giuseppe (del 22/06/2009 @ 19:16:41, in blog, linkato 433 volte)
C’è una stranezza incomprensibile, un’altra delle tante anomalie, nella politica italiana: la costanza con cui i promotori di referendum di professione si ostinano a chiamare alle urne il popolo su questioni tecniche, di problematica comprensione finanche per gli specialisti addetti ai lavori, completamente avulse da ogni contesto poi per tutti gli altri.
Mario Segni, dopo aver fatto tredici al totocalcio ( quando era un gioco miliardario ) e aver perso la schedina, prova così disperatamente con i suoi seguaci di essere ancora vivo, senza curarsi di far sprecare così soldi pubblici, energie e tempo prezioso.
L’istituto del referendum abrogativo del resto, dopo quelli storici su aborto e divorzio di tanti anni fa, ha perso ogni valore serio e concreto.
Diverso sarebbe il referendum consultivo, che però non è contemplato dalla nostra Costituzione: e i sondaggi non sono la stessa cosa.
Ben diversa sarebbe la legge di iniziativa popolare, fissata dalla nostra Costituzione: ma anche questo alto istituto democratico è stato ridotto a una barzelletta, dal nostro sistema politico, nel senso che ogni volta che il popolo propone una legge, essa viene lasciata marcire negli scaffali del Parlamento, senza che, in spregio alla Costituzione, essa venga non dico approvata, ma nemmeno discussa.
Il popolo che dovrebbe essere sovrano è stanco.
E’ stanco di votare ogni volta, fra l’altro con sei sistemi elettorali diversi, senza poter decidere in realtà nulla, al massimo ratificare le decisioni prese dai partiti maggiori, a causa della “porcata” con cui è chiamato ai seggi.
Stanco di non poter avere propri rappresentanti, se fuori dai due poli.
Stanco di essere poi preso pure per il culo, con questi referendum. E certo che poi non si raggiunge più il quorum!
Perché il popolo sovrano, italiano, non è fesso.
Anni fa, adesso non importa come e perché, importa la sostanza dei fatti, ci fu un referendum abrogativo sul ministero dell’agricoltura: quorum raggiunto e superato, valanga di sì all’abrogazione.
Secondo voi, il ministero dell’agricoltura fu abolito, oppure esiste ancora?
Risposta: non fu abolito, esiste ancora, si chiama “Ministero delle politiche agricole forestali e alimentari”.
Ma questo è niente.
Peggiore, pessimo, l’esito del referendum abrogativo della legge sul finanziamento pubblico dei partiti: quorum strasuperato, oceanica affermazione dei sì all’abrogazione.
Secondo voi, il finanziamento pubblico ai partiti fu abolito, oppure esiste ancora?
Risposta: esiste ancora, anzi, via via con gli anni è stato sempre più rinforzato, sotto la voce “rimborsi”, senza nemmeno dirlo in giro. Anzi, pochi sanno che per il fatto stesso di andare a votare, per non decidere in pratica nulla, anzi, solo per ratificare le decisioni prese dai partiti, gli elettori finanziano così i partiti stessi, dal momento che le leggi e leggine che si sono succedute assegnano ad essi fondi pubblici in rapporti ai voti presi, in aperta violazione di quelle che furono le volontà popolari espresse col referendum.
Ecco, poi dice che manca il quorum…Ma andiamo, per favore! Per favore!!
Di giuseppe (del 20/06/2009 @ 20:38:43, in blog, linkato 489 volte)
A compimento del primo anno del nuovo governo, Silvio Berlusconi pare travolto da un’ondata di “rivelazioni” che ben presto sondano in maniera irrefrenabile dalla sfera delle vicende intime, per coinvolgerlo inevitabilmente nella dimensione politica.
I sussurri diventano già grida, quando, al solito a mezzo stampa, sua moglie manifesta l’intenzione di lasciarlo, di divorziare, imputandogli “la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere”, pare di capire in aggiunta, quale aggravante, alle frequentazioni femminili extraconiugali: un Cesare, un Napoleone anzi che ha perso ogni senso della realtà, travolto dalla lussuria a pagamento.
Ben presto, alcune pesantissime allusioni trovano nomi e cognomi e innestano una serie di imbarazzate, parziali e sostanzialmente poco credibili “spiegazioni” da parte del premier, il quale appare non rendersi conto della pesantezza dell’onda montante, anzi ben presto un vero e proprio tsunami.
Non regge la tesi del gossip, della spazzatura, dei “comunisti” senza argomenti per fare seriamente opposizione, della magistratura da essi manovrata.
Beh, i fatti dicono che l’inchiesta dei magistrati di Bari, da cui, a margine, in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche, si era poi sviluppato il filone degli incontri a pagamento, riguardava la corruzione in sanità e aveva accusato l’amministrazione di centro – sinistra della Regione Puglia ( già coinvolta, peraltro, allo stesso modo, anni prima ai tempi del governatore Fitto di centro – destra ).
Bari, già. La stessa città in cui era iniziata negli anni Ottanta un’altra edificante vicenda, raccontata agli inizi degli anni Novanta – e dunque segnando con ciò la fine della così detta “prima repubblica”, così come questa di adesso sembra proprio voler segnare la fine della seconda – da Alberto Selvaggi, nel libretto “Membri di partito”, un racconto in cui i membri non vanno intesi quali componenti di consigli di amministrazione, e che non parla di politica.
Da Bari, iniziano adesso i nuovi intrighi di corte, con tutta una serie di altre protagoniste, che si aggiungono a una lunga lista, della quale sembrava essere, se non altro per ragioni anagrafiche, al top la napoletana, oramai famosa Noemi: dividono con lei però, oltre le frequentazioni, anche l’appellativo del lessico famigliare: “Papi”.
Oramai pare insostenibile la leggerezza delle sempre più imbarazzate dichiarazioni a difesa, e di quelle ancora più incredibili all’attacco.
No, non è così: non è così!
La mia educazione sentimentale e avvenuta negli anni Settanta e quindi credo che “il personale” sia “politico”.
So poi per antica scuola che i comportamenti privati non devono avere soluzione di continuità con quelli pubblici.
Se questo vale per chiunque faccia Politica, tanto più vale per il Presidente del Consiglio. In ogni caso, queste non sono la storia delle ( Cosimo ) Mele del peccato, episodiche e frammentarie, d’un peones che non resiste alle lusinghe del suo status.
Siamo di fronte invece a una pare inarrestabile valanga di rivelazioni, che si susseguono giorno dopo giorno e che documentano una situazione oramai irreversibile di cupio dissolvi: Berlusconi si è incastrato da solo, con questa sua ostinazione a perseguire non innocenti evasioni, ma comportamenti autodistruttivi.
Così, il berlusconismo, partito nel 1994 come ventata rivoluzionaria di modernità e di cambiamento in positivo, che avrebbe dato a tutti, o almeno a chi ci avesse creduto, una carica ottimistica di vitalismo, oltre che possibilità concrete, dopo essersi scontrato con l’incapacità progettuale, la sterilità ideale ed essersi ridotto ad amministrazione della ordinaria amministrazione, oltre che degli affari privati, sta finendo agonizzando fra le feste e i festini dei Palazzi ( e delle Ville ) del potere.
In un contesto del genere, il moralismo e pure la morale non c’entra niente.
Si tratta di capire invece che cosa è il rispetto delle Istituzioni, che cosa è il senso dello Stato, che cosa significa fare Politica e insomma tutta una serie di concetti che quasi tutti i rappresentanti di Forza Italia non avevano nelle loro radici ( che anzi non avevano proprio ) e che non hanno mai acquisito: quindi sarebbe fatica vana, più che impresa disperata, sperare che riescano a capirlo adesso.
Ecco, per fare un esempio, pensare che la questione delle ultime ore non tocchi il Premier in quanto egli è stato soltanto l’”utilizzatore finale” delle ragazze, come ha dichiarato poco fa l’avvocato nominato onorevole del presidente del Consiglio, è una paradigmatica dimostrazione di quanto ho cercato finora di dire.
Certo, da un punto di vista giuridico, andare a puttane non è reato. Per quanto mi riguarda, poi, non è nemmeno immorale. Però e sono però quanto una casa, anzi, quanto un Palazzo Grazioli, e una villa Certosa, ecco…
Nella fattispecie, non è più una questione giuridica, e non attiene più nemmeno soltanto alla morale, ma diventa un problema prettamente Politico.
Perché gli incontri avvenivano in sedi para – istituzionali, comunque alla presenza di Capi di Stato e di Governo e Ministri e altri ancora.
Perché richiedenti altri favori per il soddisfacimento dei quali occorreva utilizzare una gestione comunque non corretta della res publica.
Perché i loro mandatari erano spesso personaggi a loro volta a vario titolo inseriti in assai discutibili ingranaggi di potere, in un guazzabuglio pressoché inestricabile di interessi pubblici e privati.
Perché una classe dirigente non si seleziona sui book fotografici e sui curriculum delle agenzie, o sulla base di capacità assai diverse dalla formazione e dalla cultura politica... perché comportamenti simili, non occasionali, ma elevati a sistema, a regola di vita, stile orgia del potere, ostentazione dell’egoismo materiale e dell’impunità ostentata, costringono poi inevitabilmente a mentire, dove le mezze verità sono assimilabili alle bugie.
Perché comunque un Primo Ministro rappresenta lo Stato e rappresenta un popolo: ora, le istituzioni hanno il loro decoro, e un popolo ha diritto a modelli migliori cui ispirarsi e da cui essere rappresentato.
Di giuseppe (del 08/06/2009 @ 16:27:47, in blog, linkato 386 volte)
Alberto Cruciani conduce “Complotti”, il nuovo programma de “La7”.
La seconda puntata di martedì 9 giugno è per metà dedicata al mio libro, che ha riaperto il caso della tragica morte di Edoardo Agnelli. Vi invito tutti a vederlo e…PASSA PAROLA! ( magari inoltrando il mio invito ai vostri amici, grazie! ).
La trasmissione si basa su di una serie di interviste realizzate a Roma lo scorso mese di febbraio, fra cui, ovviamente, quella con me. Mi fecero decine di domande davanti la telecamera, per quasi un’ora, anche se sono già che manderanno in onda soltanto due-tre minuti e speriamo bene...
Piccola confessione. Mi vedrete leggermente come dire? alterato. Proprio mentre stavo andando negli studi de La7 ricevetti una chiamata, sul telefonino, giusto prima di spegnerlo, con tutta una serie di accuse nei miei confronti, fra l’altro completamente campate in aria. Non ebbi nemmeno il modo non dico di giustificarmi, ché non avevo fatto nulla, ma nemmeno di replicare, in quanto quello mi stava aspettando su per l’intervista.
Durante le riprese, non vedevo l’ora che finissero, per poter richiamare e poter chiarire. E se ci penso adesso, per tante ragioni, mi altero ancora di più.
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