Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Tappa conclusiva ad Asti, del “Filippo Tommaso Marinetti tour”, che per tutto questo 2009, da gennaio a dicembre, ha portato in giro per il Piemonte l’uomo e l’opera, anche in questo fedele agli insegnamenti del Maestro: che le idee camminano con le gambe degli uomini e che bisogna portare direttamente la cultura sul territorio con serate a tema ed iniziative specifiche.
Ospitati anche nell’ambito di alcune importanti rassegne culturali, città per città abbiamo degnamente celebrato il centenario del Futurismo, andando a cogliere l’attualità di alcuni suoi messaggi di fondo, da non dimenticare, anzi, da attualizzare, perché oggi più che mai validissimi.
In primis, che non bisogna avere paura della modernità, delle innovazioni tecnologiche introdotte nella quotidianità e pure degli sconvolgimenti epocali, per quanto radicali, portate dalla modernità, al contrario: la dimensione delle umane capacità deve misurarsi con il confronto e l’uso intelligente delle novità, in ciò costruendo la nostra identità di contemporanei.
Poi, ecco l’altro insegnamento: i futuristi volevano fare dell’arte non un concetto astratto, un comportamento settoriale, una camera separata, magari di compensazione, no, al contrario; volevano fare dell’arte una dimensione quotidiana, capace di spronare e di mobilitare l’esistenza. Una realtà, insomma, non solo, ma pure una suggestione positiva e creativa, ben operante nel futuro prossimo e remoto. Ce n’è rimasta così poca, di Bellezza, nel mondo, che dobbiamo subito rimboccarci tutti le maniche e dare, ciascuno come può, il proprio contributo, per alzarne urgentemente il livello.
Nato apparentemente per caso, “Voglio combattere ancora!”, poi, personalmente mi ha permesso di viaggiare nello spazio e nel tempo; sempre questo spettacolo, mi ha regalato nuovi entusiasmi e nuove prospettive; mi ha concesso di confrontarmi con centinaia di persone, dai politici agli studenti; e, last but not least, di scoprire la magia del teatro.
C’è una sensazione su questa terra degli esseri umani che trovo esaltante, una fetta di piacere puro, una sensazione che non conoscevo e che adesso non cambierei con niente di ciò che appartiene al Cielo. E’ quando, chissà da che, ti ritrovi protagonista, assoluto, come avere un’altra vita, quando si apre il sipario, si accendono le luci che ti entrano negli occhi e non vedi niente altro davanti a te, se non il buio, ma sai che non c’è vuoto, ci sono persone, là, che stanno a guardarti, a sentirti e quel silenzio tu devi riempire, creando motivi e personaggi, per loro, che stanno lì, per loro soltanto.
A differenza degli altri mezzi di comunicazione e di espressione artistica, di tutti gli altri mezzi, infatti, soltanto a teatro succede questo miracolo: che essi, gli spettatori, attivi e non passivi, creano insieme a te che stai sul palco; e, ancora, che ogni volta è diversa da tutte le altre, perché ogni volta, per un piglio differente, per i toni, le atmosfere, i luoghi, le circostanze, insomma per tutto, ogni volta non è mai uguale alle precedenti: è sempre un’esperienza unica. E’ questa la magia del Teatro, che lo rende unico, irripetibile e in questo sta il suo fascino particolare, particolarissimo. E’ una magia che consiglio a tutti voi, da spettatori attivi, anche voi impareggiabili protagonisti davanti alla scena.