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GRAZIE
LECCE!!
Due serate di arte,
di passione, e di spettacolo: perché la cultura è spettacolo.
Grazie alla senatrice Adriana Poli Bortone, che ci ha invitato
e anzi è intervenuta personalmente a tutte e due le rappresentazioni,
seguite malgrado la concomitanza dei pressanti impegni politici.
Grazie appunto al presidente dell’Associazione Cultura e’spettacolo,
Angelo Scardia, sulle spalle del quale si sono poggiati tutti
gli aspetti organizzativi.
Grazie a tutti gli spettatori intervenuti alle rappresentazioni, in
particolar modo, per la passione e l’entusiasmo con cui ci ha seguiti,
da partecipante attiva, da prossima protagonista, alla professoressa
Maria Rosaria Ferilli.
Grazie ai colleghi giornalisti: in special modo a Francesco Pepe
e Gloria Indennitate.
“Il
quotidiano di Lecce” ha annunciato con foto e lusinghiera
trattazione i due spettacoli, denominati “omaggi”, individuando nella
lucida capacità profetica l’unico denominatore possibile fra due
personaggi tanto diversi.
“La
Gazzetta del mezzogiorno” dal canto suo ha posto l’accento,
nell’articolo di sabato scorso, sull’interpretazione dei testi
marinettiani dell’attrice Sandra Maggio; ha poi dato uno
spazio ampio e prestigioso sul numero di domenica alla presentazione
del nuovo spettacolo su Pier Paolo Pasolini, che, ricordo, era a Lecce
al suo debutto, in anteprima nazionale.
Grazie ai tecnici del suono, delle luci e della logistica del
Palafiere di piazza Palio, che ho assillato per due giorni di fila,
finendo, credo, per farmi detestare.
Buona la prima?
Credo di sì.
Se
Filippo Tommaso Marinetti ha così combattuto anche a Lecce, in
occasione del centenario delle prime serate futuriste, su di un
copione ampiamente collaudato,dopo essere andato in giro per tante
città del nord Italia nel corso del 2009, in occasione del centenario
della pubblicazione del Manifesto del Futurismo, per Pier Paolo
Pasolini, anzi, “Pasolinì e i suoi strani teoremi simbolici”,
come dice la Sandra Maggio, nel suo monologo in cui dà voce ai
pensieri di Maria Callas, si trattava della prima volta in assoluto.
Mi
pare che l’impianto regga e lo spettacolo sia piacevolmente
coinvolgente ed intellettualmente emoziante per gli spettatori, anche
se c’è ancora qualcosa da aggiustare, nella scelta delle musiche,
nella concatenazione scenica, e, a dirla tutta, pure nel testo
completo: per quanto sia destinato ad un pubblico in un certo senso di
tono “elevato”, mi sono reso conto che devo alleggerirlo negli
approfondimenti per così dire ideologici, privilegiando la dimensione
narrativa e spettacolare. Ci sarà tempo e modo.
Intanto torno da Lecce contento, anzi, che dico contento? Commosso.
Lecce è la mia città; a Lecce sono nato e ho vissuto i miei primi
vent’anni, quelli della mia educazione sentimentale; e a Lecce già da
quest’anno adesso sto molto di più, compatibilmente con gli impegni
lavorativi ancora a Torino, e anzi conto di andarci, o per meglio
dire, di ritornarci presto a vivere in pianta stabile. Ci tenevo
particolarmente, quindi ed ero eccitato, emozionato, quasi ansioso.
Una tensione che sciolgo adesso in questo abbraccio ideale, sospirando
di soddisfazione, grazie a tutti voi.

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